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Zia Marta aveva 54 anni, mentre io avevo da poco superato video di sesso di una vecchia zia Da bambino venivo spesso in quel paesino con la famiglia, e spesso mi video di sesso di una vecchia zia toccato dormire con la vecchia zia Marta. Io, dal canto mio ero video di sesso di una vecchia zia ragazzino, abbastanza sviluppato video di sesso di una vecchia zia il basket aveva fatto crescere a dismisura.

I primi giorni trascorsero nella noia più assoluta, fino a quando una sera, non potendo prendere sonno a causa del caldo afoso cominciai a frugare tra le cassette video della zia alla ricerca di qualche polpettone che mi conciliasse il sonno.

Stranamente tra i tanti film più o meno interessanti la mia attenzione fu attratta da alcune cassette che dal titolo sembrava contenessero registrazioni di partite della locale squadra di calcio, che militava in promozione. Perplesso decisi di inserirne una nel videoregistratore, la mia sorpresa fu enorme quando mi resi conto che si trattava di cassette porno. Inconsciamente la mia mano video di sesso di una vecchia zia e cominciai a masturbarmi. La scena successiva mostrava la donna che, insoddisfatta dalla sborrata del cavallo si sfondava il culo col manico di una vanga trovata nella stalla, mentre continuava a strusciare sulla figa il cazzo del cavallo, che per quanto moscio era sempre di dimensioni notevoli.

Nella foga di menarmi il cazzo il cordone della cuffia venne fuori dal televisore e la stanza per un istante si riempie delle urla di godimento della donna.

Dal canto mio, lo spavento mi aveva paralizzato la sborra nei coglioni, ma il cazzo era rimasto rigido come un obelisco fuori dalle mutande, con la cappella arrossata per il continuo menare. Con gli occhi socchiusi la guardavo e per la video di sesso di una vecchia zia volta la vidi come una donna.

Anche lei a causa del caldo indossava una decoltè incredibilmente audace. Un baby-doll che lasciava intravedere un paio di tette faraoniche, incredibilmente grosse, ma che si reggevano senza fatica. Lo slip era ridottissimo, e dai lati usciva un ciuffo di peli neri foltissimi. Improvvisamente, come ipnotizzata zia Marta, si inginocchio vicino al letto, avvicinando le labbra al mio cazzo; sentivo il suo alito che sfiorava la cappella, mentre vedevo la sua mano che continuava a svangare la figa.

Mi sembrava di impazzire. Date le mie condizioni, in tre secondi, un mare di sperma esplose sulle sue labbra; lei cercava di pulirle con la lingua, ma la sborra le colava dai lati scendendole fin sulle tette.

Potei quindi afferrarmi il cazzo con le mani e finirmi, mentre dalla sua stanza udivo crescere i suoi gemiti, gemiti gutturali, spaventosi. Invece la sua camera da letto, affacciando verso il retro, sulla campagna, era fresca e silenziosa.

Alla fine, con mal dissimulata video di sesso di una vecchia zia challance mi propose di dormire con lei, dato che il lettone era molto grande, e poi, diammine, fino a due anni prima, quando con la famiglia andavamo a farle visita dormivo sempre con lei. Le dissi che non volevo disturbare, o rubarle la privacy, ma mi rispose che non mi dovevo assolutamente preoccupare.

Finalmente venne la sera, ero tesissimo, lei venne a letto in maniera molto più castigata della sera precedente, con un pigiamone di seta, che lasciava video di sesso di una vecchia zia pochissimo. Da parte mia come al solito andai a letto col mio pigiama leggerissimo, ma senza slip.

Io non potevo prendere sonno, e benché lo desiderassi, avevo la paura di toccarla durante il sonno. Zia Marta aveva un sonno agitato, continuava a girarsi e rivoltarsi nel letto, col risultato che dopo pochi minuti la giacca del pigiama si apre facendo debordare il seno enorme.

Lo facevo con leggerezza ed attenzione per non svegliarla, ero terrorizzato dalle possibili reazioni; non avevo ancora capito che era proprio quello che quella porcona di mia zia voleva.

Quando infine mi resi conto che non ce la avrei più fatta a resistere decisi di andare nel bagno per finirmi e feci per alzarmi. Solo allora capii che quello della zia era stato solo un finto sonno.

Non voleva che accadesse come la sera precedente, quando una sola leccata di cappella mi aveva fatto eruttare un mare di sperma. Zia Marta mi prese la mano e me la accompagnn sulle sue favolose zinne, che cominciai ad impastare con timore. Cominciai prima lentamente, poi con furore a succhiare quei capezzoli enormi. Con decisione mi condusse la mano sulla figa. Avevo già masturbato una mia amichetta, un fighino delizioso, con pochi peli, stretto e quasi impenetrabile.

Immersi tre dita in un lago di umori, e ce ne sarebbero entrati altri sei. Continuavo a roteare le dita, quando trovai il clitoride che strinsi con decisione.

La zia fu attraversata da una corrente a Ero sconvolto, arrapatissimo, ma non sapevo cosa fare, da dove cominciare. Io continuavo a roteare la mia lingua in quel mare di peli ed umori c mi accorgevo che la zia era sempre sul punto di venire, ma forse la lingua non le bastava, abituata al dildo che avevo visto la sera prima, per cui ebbi un lampo di genio, mentre lei mi cavalcava furiosamente cercando il godimento, le infilai due dita nel culo.

Ma non era vero. La zia mi afferro nuovamente il cazzo video di sesso di una vecchia zia le labbra e a furia di succhiarlo lo fece nuovamente diventare di dimensioni ragguardevoli. Eravamo entrambi in ginocchio sul letto, vicinissimi.

Vidi la sua faccia stravolta, le lacrime le avevano sciolto il rimmel, ed aveva il volto segnato da una riga nera. Solo allora mi accorsi che le sue labbra, pesantemente ricoperte di rossetto erano enormi, vibranti di desiderio. Ero stordito, ma sentivo il terzo orgasmo che premeva nelle palle. Cominciai anche io da sotto a video di sesso di una vecchia zia con furore ed a stringerle i capezzoli tra i denti. Lei si rese conto che stavo prendendo il sopravvento, e non lo voleva, voleva dominarmi.

Si mise alla pecorina mostrando un culo enorme. Mi resi conto che il culo doveva essere vergine. Cominciai a sfiorarlo con leggerezza, la zia cercava di incularsi da sola spingendo verso il mio cazzo, ma io, giocando come il gatto al topo volevo sentirla ululare. Non potevo più resistere, con un colpo solo penetrai fino alla radice. Mi accasciai sulla sua schiena, entrambi avvolti dal sudore della notte e dal mare di umori che avevamo fatto uscire dai nostri corpi.

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